Fumare il sigaro è un gesto antico e sublime destinato a tutti coloro, inclusi me ed il mio collega J, che vogliono apprezzare il tabacco nella sua forma più nobile, come un vero piacere della vita.
L’incalzare della modernità e i tempi sempre più frenetici ci hanno portato a privare questa azione di tutta la poesia, riducendola ad una mera assunzione di nicotina, mediante la sigaretta. Beninteso un sigaro non andrebbe fumato per dipendenza, ma come un atto pienamente meditativo che ci avvolge di gusti e profumi, un po’ come bere un buon bicchiere di vino.
Il sigaro è suddiviso in tre parti: una testa avvolta da una foglia di tabacco che la chiude, un corpo centrale ed un piede cioè quella porzione del sigaro generalmente aperta. Inoltre vicino alla testa si trova l’anilla, l’anello, una fascetta indicante la marca del sigaro.
È buona norma iniziare questo rito “assaggiando” il sigaro da spento, tenendolo in bocca qualche minuto per apprezzare appieno le sue proprietà organolettiche. Fatto ciò bisogna effettuarne il taglio, cioè si prende in mano e con un apposito strumento, a forma di forbice o di ghigliottina, si tagliano pochi millimetri del cappuccio della testa, avendo l’accortezza di lasciare un anello di tabacco attaccato al corpo cosicché il sigaro non si sfogli. È sconsigliato forare la testa perché si corre il rischio, mentre si fuma, che si formi una zona di accumulo di catrame che può guastarne il gusto.
Per l’accensione è bene usare un fiammifero delle misure idonee, onde evitare di scottarsi le dita, o un accendino a gas butano, perché uno a benzina altererebbe il gusto, chiaramente la fiamma deve essere lunga almeno due centimetri altrimenti risulta difficile ottenere i risultati sperati. Si tiene il sigaro in posizione orizzontale e lo si fa ruotare dolcemente sulla fiamma in modo che essa lambisca l’intera circonferenza del piede. Ciò fa in modo che si accenda uniformemente l’interno e la fascia del sigaro. A questo punto si conclude l’operazione portando il sigaro alla bocca, inclinandolo leggermente verso il basso, e si mantiene la fiamma a circa un centimetro dal piede. Si deve quindi cominciare a tirare le prime boccate, ruotando delicatamente il sigaro finché non si sarà formato un braciere uniforme di circa un millimetro sul piede. Non bisogna dimenticarsi di soffiare sul braciere per far si che tutte le aree del piede si accendano in modo uniforme.
Dopo l’accensione si può iniziare a fumare, ma sempre senza essere troppo frenetici: uno o due tiri al minuto sono sufficienti per apprezzarlo al massimo, senza che il sigaro si scaldi troppo.
Infine un sigaro non va mai spento schiacciandolo o frantumandolo, come una banale sigaretta. Bisogna lasciare che si spenga da solo appoggiato in un posacenere, visto che essendo formato unicamente da tabacco lo fa dopo qualche minuto che non viene più tirato. Questo è anche un modo elegante di concludere un gesto piacevole.